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Home Studi - Proposte - Varie Sociale-Economia-Politica Morire di austerità - Democrazie europee con le spalle al muro - di Lorenzo Bini Smaghi

Morire di austerità - Democrazie europee con le spalle al muro - di Lorenzo Bini Smaghi

Morire di austerità - Democrazie europee con le spalle al muro - è l'ultima "fatica" del 2013 di Lorenzo Bini Smaghi, che è visiting scholar all'Università di Harvard e all'Istituto Affari Internazionali. Egli è stato Membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea dal 2005 al 2011 dovendo poi cedere il passo a Mario Draghi, come noto.

Riportiamo alcuni degli scorci di presentazione di questo recentissimo "saggio" su un argomento di bruciante attualità, per trarne qualche conclusione lasciando certamente il vero "giudizio" alla lettura e valutazione individuale, di ciascuno di noi.

- Quote - 

1 - "L'austerità, decisa nell'emergenza, è frutto dell'incapacità dei sistemi democratici di affrontare tempestivamente, e con misure adeguate, i problemi che stanno attanagliando i paesi avanzati. La cura non è però efficace. Genera malcontento e alimenta forze disgreganti all'interno della società, favorendo la nascita di movimenti populistici e mettendo a rischio la democrazia stessa."

2 - "La crisi ha prodotto effetti drammatici sul tessuto economico e sociale dei paesi europei. L'aspetto economico pur rilevante, è solo il sintomo di un problema più ampio. La crisi è soprattutto politica. Riflette l'incapacità delle democrazie occidentali di risolvere problemi accumulati da oltre un ventennio. Chi è eletto democraticamente fa fatica a prendere decisioni impopolari che possono compromettere la rielezione. L'emergenza diventa così il motore dell'azione politica ed il modo per giustificare le manovre correttive difronte agli elettori, con la conseguenza che la cura - tardiva e varata sotto la pressione dei mercati, diventa ancor più dolorosa e impopolare."  

3 - "La sovranità appartiene al popolo, fin quando l'incapacità di chi governa non la cede ai mercati finanziari o alle istituzioni internazionali. Quando viene emesso troppo debito, che deve essere venduto agli investitori internazionali, le scelte di politica economica non dipendono più solo dalla volontà del popolo ma dalla disponibilità dei mercati finanziari ad acquistare debito. Un paese perde la propria sovranità quando perde la fiducia dei risparmiatori."

- Unquote - 

I punti 1 e 2 sopra riportati non sono altro che la conferma "autorevole" di ciò che abbiamo da tempo tutti percepito, ovvero l'utilizzo di momenti di crisi ed emergenze create ad arte da questi fantomatici "mercati" per intervenire su paesi già deboli per imporre cambiamenti e regole che le costituzioni nazionali prima, e subito dopo il semplice buon senso di chi ama il proprio Paese e la propria cultura, non permetterebbero in alcuna condizione. Ne emerge così il quadro allarmante, ma già noto (quindi si tratta di una conferma!), di come la costruzione europea (valore riconosciuto da molti "federalisti" sin dai primordi) possa di fatto procedere (in quale direzione?) senza necessità del metodo democratico e senza alcun rispetto per i popoli sovrani d'Europa. 

Questo scarso valore della sovranità popolare (elemento più che ottocentesco su cui si sono aggregati gli stati nazionali europei) è confermato dal punto 3 sopra riportato, che è la sintesi del caitolo XX del libro di Bini Smaghi. Sembra quasi una lettura al contrario della realtà, dove il sistema bancario "deve" salvaguardare la sua autonomia, mentre gli stati nazionali "possono e devono"  rinunciare alla loro indipendenza quando i loro governi, attraverso il debito, hanno messo la sovranità del popolo nelle mani della finanza mondiale che "ne dispone e può disporne". 

Popoli interi, attraverso sanguinose guerre, hanno donato la loro vita per conquistare e/o difendere la loro sovranità; in taluni casi proprio per questo l'hanno persa, ma chi può dire se non siano ancora pronti a ripetere quel sacrificio ideale davanti all'usurpazione palese? Questo per Bini Smaghi pare non sia un'opzione possibile, visto che non ne fa cenno alcuno. 

Noi siamo certi solo di una cosa : la sovranità di un popolo non è transabile, perchè non esiste prezzo per un tale valore immateriale e se qualcuno ne avesse già incautamente venduto dei "pezzi" abusando da "spergiuro" della propria posizione, deve solo augurarsi che l'ignoranza e l'incapacità di discernimento popolare non permettano il ritorno di quei tempi in cui sarebbe processato per "alto tradimento".

Qualunque sia stato l'obiettivo, le ricette finora utilizzate non hanno funzionato, specie quelle riguardanti l'austerità europea, mentre Usa e Giappone rilanciano la propria economia nel solito modo : con la carta. Prestigiosi "professori" in ancor più prestigiose università, teorici inventori di tali ricette, sembrano essere stati sconfitti da un neolaureando (vedi http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-ragazzo-che-ha-smentito-harvard-salvando-il-mondo-dall%e2%80%99austerita/ ) e non è ancora dato di sapere se costoro al mattino lavandosi il viso usino tuttora normali tovaglie per asciugarsi o siano già passati all'uso di carta igienica. Se ricette di austerità e crisi precostituite ad arte finora utilizzate continueranno a dominare lo scenario europeo, allora - nell'impossibilità della guerra - verrebbe in più parti certamente acclamato l'avvento della crisi e con con esso il crollo dell'economia mondiale al grido di "spread facci sognare!".

Ut unum sint