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Home Studi - Proposte - Varie Sociale-Economia-Politica LO SPREAD SCENDERA' A 150?

LO SPREAD SCENDERA' A 150?

Il Sole 24 Ore ha fatto riferimento, in questi giorni, ad una possibile diminuzione dello spread fino a toccare quota 150, ma nonostante l'evidente vantaggio che si otterrebbe per la sostenibilità del debito pubblico italiano, veniva poi svolta un'analisi non del  tutto incoraggiante per un contesto di caduta dei salari e disinflazione.
Traguardando tutto ciò in un'ottica europea c'è da osservare che lo spread a 150 servirebbe a poco se poi non ci fosse, comunque, vera e duratura solidarietà tra i paesi membri dell'UE, come abbiamo avuto già avuto modo di constatare, per esempio,  in ciò che è successo per la Grecia. Pertanto, la convinzione di fondo che è stata maturata diffusamente sembra così riassumibile: per una leadership in Europa non basta solo la "testa", ma occorre anche il "cuore". Ed è proprio qui il punto della questione, perché dopo ciò che è successo in Grecia ci sembra sia stato dato per dimostrato che il "cuore" in Europa non c'è! La finanza "ingorda e senza freni", coniugata ad un "egoismo nazionale che non vuol morire" e condita con il  "presunto liberismo", sembra continuare ad imperversare attraverso politiche di sola austerità e a fare danni ai fini di un concreto progresso del processo di unificazione.
In Italia la gente è scesa in piazza per disagio e non per estremismo, anche se ci sono molti interessi tesi a dimostrare il contrario. La convinzione diffusa è che il disagio sia stato creato dall'Europa e dall'euro, oltre che dallo scempio corruttivo fatto proprio da quella stessa politica che ha "svenduto" una sovranità nazionale che non era autorizzata a "svendere" senza l'esplicito consenso della gente; consenso da ottenersi - semmai - attraverso vie democratiche piuttosto che "raggiri". Ora la gente in difficoltà ritiene di
aver capito la situazione e non vuole più né euro, né Europa. Il danno che è stato prodotto è un danno serio nello spirito collettivo di questo paese. La "colpa" non è della gente, ma di chi l'ha condotta sino qui con ogni forma di abuso. Come dare torto a chi oggi  afferma che l'Europa è "un non luogo" in tutti i sensi? Perciò in molti sono giunti alla conclusione che se l'Europa la si vuole sul serio, allora la si faccia subito, secondo i più alti ideali che l'hanno ispirata, altrimenti  non resta che uscire fuori dall'Europa e
dall'euro. Correggere queste conclusioni, ci sembra francamente difficile, specie di fronte ad una Politica che non c'è e che addirittura è disinteressata, o peggio ancora, nega nei fatti la possibilità di un dibattito su questi temi. Forse c'è chi pensa che la visione di un europeismo elitario possa ancora strappare consensi alle "masse"?
Qualche "vecchio democristiano" sembra averlo - dopo tanto - capito: il problema è in questa Europa da cambiare; questo che viviamo non è certo un "tempo ordinario" e se la crisi in atto passerà, non bisogna farsi illusioni, perché niente sarà più come prima!