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Home Studi - Proposte - Varie Sociale-Economia-Politica L'italia è un contributore netto in Europa, eppure...

L'italia è un contributore netto in Europa, eppure...

Nel corso della parte più acuta della crisi "l'Italia non ha ricevuto un solo euro di aiuto!" (sono parole del Sen. Mario Monti). Da sempre l'Italia è un contributore netto in Europa, cioè - in modo sistematico - riprende anno per anno dall'Unione Europea meno soldi di quanto ne versi. Eppure, l'Italia ancora partecipa al Progetto Europeo come uno dei paesi fondatori che ancora crede al sogno europeo. Se una qualunque azienda adottasse sul "libero mercato" (che tanto piace ad una parte del mondo nord-europeo e nord-americano) analoghi comportamenti nella conduzione di uno dei suoi più importanti progetti, dovrebbe aspettarsi, una volta finite le riserve ed i gioielli di famiglia, solo il fallimento, se non del Paese, almeno del Progetto. Infatti, aldilà dei belletti e delle frasi o atteggiamenti di circostanza c'è da chiedersi se non siamo li vicino, magari non solo per effetto dell'Ue cui è stata ceduta dall'Italia ogni sovranità (salvo la sicurezza, secondo i trattati di Lisbona), ma certamente con una forte componente delle cause di crisi provenienti dalle politiche e decisioni di Brussell. In vista delle elezioni europee del 2014, poi, guai a far scoprire alla gente italiana (quella che paga le tasse e sopporta le misure di "stabilità")  che dovrà continuare a pagare per il Progetto Europeo mentre non riesce a stare più in piedi con i vincoli di deficit al 3% e con interessi su un debito che cresce che la inginocchiano! Il rischio è che alle urne gli italiani non ci vadano proprio, specie se qualcuno li ammalierà, come già è successo, per strumentalizzarli e trarne vantaggi. Ma nessuna delle forze presenti in Parlamento, nonostante in molti "abbaino", alla fine è capace di "far luce" per "mordere" su questi temi e portare risultati in casa. Il silenzio ed il frastuono, come pure l'inedia e l'incapacità, su questa materia sono parimenti colpevoli. Eppure, chi si permette di portare alla luce queste situazioni, viene tacciato di antieuropeismo. Ad esempio, è con un ridicolo trafiletto (riportato nel link qui sotto) che Repubblica.it informa gli Italiani che un fondo Europeo per contribuire con un assegno di sostegno diretto ai senza lavoro, proposto dalla Commissione Europea, viene bocciato dalla Germania. 

http://www.repubblica.it/economia/2013/10/04/news/la_germania_contro_bruxelles_su_sussidi_ue_a_disoccupazione-67877029/?ref=HREC2-1

Ma non sarebbe lecito che il complemento a 100 di ciò che l'Italia versa all'Europa e non riesce a riottenere (anche se per sua stessa incapacità) lo ottenesse invece sotto forma di assegno per sostenere i senza lavoro?

E' evidente che nè nel Parlamento ed Istituzioni Italiane, né in quelle Europee c'è l'esatta nozione di come sia stato ridotto questo martoriato paese dalle cieche politiche di austerità e dalla mala-politica locale. La domanda che sorge più immediata è : ma chi è che l'Europa non la vuole? O forse dovremmo dire : chi è che l'Europa la vuole solo per esprimere le proprie politiche egemoni, che ad oggi hanno già ricevuto, in più circostanze, una serie di evidenze incontrovertibili? Eppure, tutto ciò accade mentre gli Americani mettono in crisi il proprio Stato Federale!

Si, sta cambiando qualcosa nel mondo e negli equilibri che lo reggono, ma il cambiamento che direzione prenderà?