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Home Studi - Proposte - Varie Sociale-Economia-Politica La Crisi e la Paura

La Crisi e la Paura

LA PAURA DELL’UOMO E L’IPOTESI MILLENARISTA : IL TEMPO STA PER FINIRE ?

 

Osservando il Mondo si può anche arrivare alla congettura che ormai abbiamo tutti paura! Paura dell’ignoto? Paura del futuro determinata dalla crescente insicurezza provocata dalla crisi? Paura di qualche nuova scoperta dagli esiti catastrofici che viene celata solo per motivi di “ordine pubblico”? Ancora non lo sappiamo, ma la sensazione della paura diffusa e repressa nell’animo dell’uomo comune permane. Ad essa fa eco una domanda di sicurezza apparentemente senza precedenti? Ecco quindi l’Amarcord!

Eravamo bambini aperti al mondo postguerra che incominciava ad andare veloce; con le imprese delle prime navicelle spaziali, i miti di Einstein, Fermi, Majorana, Pontecorvo, ci hanno educato a credere nella Scienza.

Eravamo ragazzi innocenti, che frequentavano le lezioni di Catechismo; dalla Storia e dagli Insegnamenti Cristiani imparavamo a credere nella fratellanza universale, quella necessaria per ricomporre attraverso l’unione di tutti i popoli in Cristo, quel primo Adamo, essere immortale andato in frantumi con la cacciata dall’Eden. La terra promessa era divenuta l’America, che tra mito  e poesia, anche per effetto della “guerra fredda”,  sembrava essere l’unica a poter assicurare un obiettivo così importante per l’intero Genere Umano.

 

Siamo divenuti giovani uomini, intenzionati a dare un’impronta al Mondo, attraverso i Diritti Umani, l’Europa ed il “Sogno Americano” di generalizzazione del benessere, degli stili di vita, dei valori, senza preoccuparci troppo delle risorse disponibili e dello sfruttamento del nostro pianeta. Ci assicuravano che ce n’era per tutti,  per lungo tempo, per molte generazioni ancora ed in ogni caso ci invitavano ad essere fiduciosi perché la Scienza avrebbe in ogni caso trovato una via d’uscita. In ogni caso : ne abbiamo abusato!

Poi, improvvisamente, nel corso della nostra maturità e con l’avvento dell’Europa, qualcuno ci ha svegliato dal bel sogno dicendoci che in pratica stavamo solo “rubando” il futuro ai nostri figli, cui avremmo lasciato una pesante eredità, non solo ambientale. Infatti,  come ci stanno dicendo ora che sperimentiamo i primi passi verso la vecchiaia, la pesante eredità sulle spalle dei nostri figli sarà anche finanziaria: un debito accumulato nella nostra esistenza di misura pari ad una gran fetta della ricchezza disponibile. Per questa nostra “colpa” - dopo averci insegnato attraverso la Moderna Teoria Monetaria che il deficit (che origina il debito per lo Stato) è ricchezza nelle mani dei privati, mentre il surplus (che ripiana il debito dello Stato) è ricchezza che viene ritirata dai privati – siamo oggi costretti a continue “crisi” e i nostri giovani sperimentano livelli di disoccupazione di oltre un trentennio fa.

Tra gli Americani importanti, abbiamo conosciuto Al Gore per la sua sensibilità verso l’ ambiente e abbiamo creduto al suo linguaggio ecologista. Abbiamo creduto nel suo impegno per cercare la verità con equilibrio,  in mezzo a tanto ecologismo estremista o di maniera, per identificare problemi e cercare soluzioni. Oggi Al Gore si fa portatore di un allarme per il futuro del mondo : faremo la guerra per le risorse (vedi link)!

http://www.ansa.it/web/notizie/specializzati/energiaeambiente/2013/11/03/allarme-futuro-mondo_9562032.html

E’ solo uno tra tanti esempi, ma sembra quasi che all’improvviso  abbiamo smesso di Credere e di aver fiducia nella Scienza, nel Futuro, nella stessa benevolenza del Creatore verso il Creato e le Sue Creature. Perché? Si è rotto qualcosa, un equilibrio? Sentiamo forse che in un’ottica millenarista il Tempo sta per finire? Si diffonde nel mondo un Pessimismo Cosmico di tipo leopardiano, che non è più solo leopardiano? Che cosa c’è di nuovo e di vero per l’Umanità?

La crisi morale - ancor prima che economica, finanziaria ed industriale - di questa civiltà sembra evidente, ma   è una causa o un effetto? Perché abbiamo smesso di Credere e di aver fiducia nel Futuro?

Non sappiamo chi potrà rispondere a questi interrogativi. Ci auguriamo che qualcuno ci sia!

Nel frattempo, navigando nel web in prospettiva millenarista ci si imbatte  nell’ ebook “Una Rivelazione Divina dell’Inferno – Il tempo sta per finire”. Può sembrare una delle tante storie messe  in circolazione sul web con secondi fini, ma aldilà della veridicità delle esperienze vissute dall’autrice Rev. M. Baxter, ci sembra opportuno riportarne non solo il link qui sotto, ma anche la sequenza dei riferimenti biblici che l’autrice riporta alla fine del suo ebook  per inquadrare l’esperienza da lei vissuta nel filone della tradizione.

http://www.santissimo.it/inferno/Una%20rivelazione%20dell'inferno_Mary%20Kathryn%20Baxter.pdf

Sebbene qualcuno possa definire questo tipo di esperienze e lavori inquadrabili sotto l’etichetta  “From Management by Fear to Power by Fear”,  ne emerge in realtà un quadro che sembra piuttosto in linea con quella tradizione che predica “L’inizio della Sapienza è il timor di Dio”.

Il TEMPO STA PER FINIRE:

Apocalisse e Salvezza

Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. (Giovanni 3:16-19)

 

Il mare restituì i morti che esso custodiva, la Morte e

gli inferi resero i morti da loro custoditi e ciascuno venne giudicato secondo le sue

opere. Poi la Morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la

seconda morte, lo stagno di fuoco. E chi non risultò scritto nel libro della vita fu

gettato nello stagno di fuoco. (Apocalisse 20:13-15 13)

 

E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno

potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far

perire nella Geenna e l’anima e il corpo. (Matteo 10:28)

 

Vi mostrerò invece di chi dovete aver

paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna. Sì,

ve lo dico, temete costui. (Luca 12:5)

 

Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua

porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola

del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il

povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu

sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo,

e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e

manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua,

perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio,

ricordati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in

questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi

e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non

possono, né di lì possono giungere fino a noi”. E quello replicò: “Allora, padre, ti

prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li

ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di

tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui

replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si

convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno

persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”». (Luca 16:20-31)

 

Il Signore si è fatto conoscere, ha reso giustizia;

il malvagio è caduto nella rete, opera delle sue mani. (Salmo 9:17)

 

Strada del regno dei morti è la sua casa,

che scende nelle dimore della morte. (Proverbi 7:27)

 

Egli non si accorge che là ci sono le ombre

e i suoi invitati scendono nel profondo del regno dei morti. (Proverbi 9:18)

 

Pertanto gli inferi dilatano le loro fauci,

spalancano senza misura la loro bocca.

Vi precipitano dentro la nobiltà e il popolo,

il tripudio e la gioia della città. (Isaia 5:14)

 

Come mai sei caduto dal cielo,

astro del mattino, figlio dell’aurora?

Come mai sei stato gettato a terra,

signore di popoli?

Eppure tu pensavi nel tuo cuore:

“Salirò in cielo,

sopra le stelle di Dio

innalzerò il mio trono,

dimorerò sul monte dell’assemblea,

nella vera dimora divina.

Salirò sulle regioni superiori delle nubi,

mi farò uguale all’Altissimo”.

E invece sei stato precipitato negli inferi,

nelle profondità dell’abisso! (Isaia 14:12-15)

 

Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio

fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà

essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della

Geenna. (Matteo 5:22) 

 

Serpenti, razza di vipere, come potrete sfuggire alla condanna della Geenna? (Matteo 23:33)

 

Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare

nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geenna, nel

fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio

per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato

nella Geenna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio

per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere

gettato nella Geenna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue. (Marco 9:43-48)

 

Perché se con la tua bocca proclamerai:

«Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti,

sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si

fa la professione di fede per avere la salvezza. (Romani 10:9-10)

 

In principio era il Verbo,

e il Verbo era presso Dio

e il Verbo era Dio.

Egli era, in principio, presso Dio:

tutto è stato fatto per mezzo di lui

e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

In lui era la vita

e la vita era la luce degli uomini;

la luce splende nelle tenebre

e le tenebre non l’hanno vinta.

Venne un uomo mandato da Dio:

il suo nome era Giovanni.

Egli venne come testimone

per dare testimonianza alla luce,

perché tutti credessero per mezzo di lui.

Non era lui la luce,

ma doveva dare testimonianza alla luce.

Veniva nel mondo la luce vera,

quella che illumina ogni uomo. (Giovanni 1:1-9)