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Home Studi - Proposte - Varie Sociale-Economia-Politica Il punto di vista di Giorgio Pasetto (Associazione Teorema)

Il punto di vista di Giorgio Pasetto (Associazione Teorema)

Capita spesso di incontrare giovani impegnati politicamente e socialmente o affermati professionisti, che riflettendo sulla grave crisi economica e finanziaria del nostro Paese si soffermano, con ragione, soprattutto sugli aspetti più negativi della crisi: declino del Paese, prolungata fase recessiva delleconomia, forte incidenza della fiscalità sul lavoro e sulla famiglia, accompagnata da una grande evasione e forti disuguaglianze; disoccupazione giovanile e ripresa dellemigrazione (perdiamo i migliori talenti e i giovani più qualificati che emigrano verso l’Inghilterra e la Germania in particolare, ma anche verso i paesi in via di sviluppo). A questo grave stato del Paese si accompagna una situazione politica di forte instabilità e di fibrillazioni ricorrenti del quadro politico ed istituzionale, oltre ad una caduta etica, e quindi ad una perdita di legittimità a diversi livelli delle nostre Istituzioni (basta dare uno sguardo ai comportamenti di non pochi eletti in alcune Assemblee Regionali). Tutto questo, oltre a lacerare il tessuto democratico e della rappresentanza politica ha contribuito ad una verticale caduta di fiducia tra elettori ed eletti e ad alimentare un populismo crescente e pericoloso, che non dà risposte adeguate al cambiamento ed al rafforzamento delle nostre istituzioni. Per rimediare a questo stato di cose occorre dare risposte forti sul terreno delle riforme, a partire da quella elettorale, ed agire per abbattere gli sprechi ed una maggiore azione per la riduzione del debito pubblico, oltre a forti politiche di crescita. Sappiamo però che in un’economia globalizzata questo non può e non deve prescindere dalla nostra presenza ed incidenza in Europa. Purtroppo, ormai si assiste ad una “germanizzazione dell’Europa”, mentre avremmo avuto più bisogno di una “Germania europeizzata”, o meglio unificata sul piano politico, sociale e delle politiche economiche, finanziarie e bancarie, in mancanza delle quali non si avrà la sperata ripresa e assisteremo all’aumento del divario tra Paesi più ricchi e Paesi più poveri del nostro Continente. Quindi è quanto mai necessario che la nostra attenzione, anche in previsione del rinnovo del Parlamento europeo e del Semestre di Presidenza italiana, non ci trovi impreparati, o peggio non colga il Paese in un clima di deriva antieuropeista ed anti-euro, perché in questo caso andremmo diretti verso il baratro definitivo. Ciò che occorre è comprendere e batterci contro i limiti dell’azione europea e, come si suol dire, “non gettare il bambino con l’acqua sporca”, perché solo la consapevolezza, la conoscenza e la partecipazione possono essere strumenti per arginare la deriva del populismo e rendere l’Europa più coesa. (G.P.)