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IL COLPO DI STATO DI BANCHE E GOVERNI

La Crisi Che Stiamo Vivendo:

 

IL COLPO DI STATO DI BANCHE E GOVERNI

L'attacco alla democrazia in Europa

 

Questo è il titolo di un recentissimo saggio che LUCIANO GALLINO, professore emerito dell'Università di Torino ed Accademico dei Lincei, tra i più importanti sociologi italiani,  ha pubblicato attraverso l'editore Enaudi in ottobre 2013.  Associati e simpatizzanti dell'Associazione Ambiente e Società hanno letto questo saggio che consigliano a tutti coloro che vogliano comprendere il tempo che stiamo vivendo. Ne riportiamo qui di seguito una recensione fornita dall'editore,

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"Rappresentata sovente come un fenomeno naturale, o come un incidente tecnico capitato per sfortuna nel perfetto funzionamento del sistema finanziario, la crisi che stiamo attraversando dal 2007 non ha niente, ci dice in questo libro Luciano Gallino, di naturale o di accidentale. Essa è piuttosto il risultato di una risposta sbagliata che la politica ha dato al rallentamento dell’economia reale, in corso da lungo tempo, attribuendo alla finanza un potere smisurato.

La crisi, spiega dettagliatamente Il colpo di Stato di banche e governi, è un fenomeno strutturale. Ma le «strutture» non operano da sole: hanno bidogno di persone. La crisi, dunque, è soprattutto conseguenza di «azioni compiute da un ristretto numero di uomini e donne che per lungo tempo, tramite le organizzazioni di cui erano a capo o in cui operavano, hanno perseguito consapevolmente determinate finalità economiche e politiche, in parte perché l’ideologia da cui erano guidate non consentiva loro di scorgere alternative, in parte per soddisfare i propri interessi o quelli di terze parti». Il tutto «senza darsi minimamente pensiero delle conseguenze che le azioni stesse potevano produrre a danno di un numero sterminato di individui».

Ecco, ciò che davvero colpisce è l’esiguità del numero degli attori rispetto al numero enorme delle vittime. Gli attori del «più grande fenomeno di irresponsabilità sociale di istituzioni politiche ed economiche che si sia mai verificato nella storia» sono stati i dirigenti di mega entità finanziare di vario genere; che hanno agito con la complicità diretta o indiretta dei traders, dei legali, dei consiglieri economici dei capi di governo o dei capi di stato, degli economisti e degli intellettuali.
A subire le conseguenze delle loro azioni ­– disoccupazione, occupazione precaria, povertà – un’immensa quantità di persone.

Tragicamente, c’è di più: salvo rarissime eccezioni, nessun responsabile della crisi è stato riconosciuto come tale, né sottoposto a una qualsiasi sanzione che non fossero le critiche di una parte (piuttosto esigua) dei media. Quello che invece è accaduto, dal 2010 in poi, è che proprio le vittime della crisi si sono viste chiedere perentoriamente dai loro governi di pagare i danni che essa ha provocato, dai quali proprio loro sono stati colpiti su larga scala.

Com’è stata (ed è ancora) possibile una simile concatenazione di eventi paradossali?
E soprattutto, cosa si può fare per interromperla?
Dopo aver analizzato le origini della crisi in Europa e negli Stati Uniti, e dopo aver raccontato come si sia arrivati a un vero e proprio colpo di Stato, nella terza parte del suo libro Gallino prova a rispondere a queste cruciale questioni, tracciando delle possibili politiche anti-crisi.
Cominciando dall’informazione, per arrivare al lavoro. Perché, come scrive l’autore in uno degli ultimi capitoli del libro, è l’occupazione che genera sviluppo, non il contrario.

Un libro imprescindibile, duro e appassionato, che senza alcuna reticenza mette a nudo i meccanismi della crisi, e individua i colpevoli del danno: solo così, partendo da un’attribuzione chiara di responsabilità, è possibile immaginare una cura."

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Per le Elezioni politiche italiane del 2013 Luciano Gallino (Torino, 15 maggio 1927)  ha dichiarato di votare SEL (vedi Wikipedia nov.2013) .Ciò conferma che il nostro interesse associativo, privo di risvolti ed acredini confessionali o di parte, sa rivolgersi con spirito apartitico a tematiche che oggettivamente contribuiscono ad approfondire la comprensione del nostro tempo. Consigliamo quindi senza riserve questo saggio a tutti coloro che coltivano un interesse in campo politico ed economico-sociale.