Una Proposta per il Sistema Elettrico funzionale al Paese

Intervento di Carlo De Masi, Segretario Generale FLAEI-CISL

 

Il problema energetico, oggi, è di grandissima attualità e la crisi ne sta amplificando dimensioni e caratteristiche, in particolare per i costi dell'energia e per la sicurezza degli approvvigionamenti.

Gli Stati europei sono interdipendenti tra loro, sia dal punto di vista energetico che da quello ambientale: le decisioni politiche di un Paese si ripercuotono sul funzionamento del mercato energetico di tutti gli altri.

Serve, quindi, un quadro europeo certo e rassicurante per realizzare investimenti strutturali, un mercato efficiente, con prezzi non speculativi, una relazione chiara e trasparente tra produttori, venditori e consumatori, la consapevolezza della necessità di uno sviluppo ecosostenibile: senza una adeguata diversificazione delle fonti, una tale condizione non è realizzabile.

Va definita una strategia comune, fondata sull’uso di tecnologie avanzate ed innovative che raccordi le politiche energetiche, economiche ed ambientali dei singoli Stati, modernizzando le infrastrutture, integrando le reti di interconnessione, implementando le risorse energetiche, a partire dalle rinnovabili, intervenendo con decisione per l'abbattimento della CO2, attraverso

l’efficienza e il risparmio energetico, aumentando la sicurezza degli approvvigionamenti, anche nell’uso della tecnologia nucleare.

In tal senso, c'è bisogno di un Organismo (Autorità) comunitario con il compito di coordinare e armonizzare le politiche energetiche in ambito Europeo (il Governo italiano potrebbe farsene promotore).

La CISL, anche su sollecitazione della FLAEI, ha posto la questione energetica/ambientale come una delle tre priorità del Paese. Al riguardo richiediamo un impegno comune affinché l'emergenza energetica possa rappresentare il pilastro portante sul quale costruire un progetto di rinascita italiana.

Servono interventi politici strutturali, e non episodici: il sistema energetico deve essere governato da modifiche normative che ne ridisegnino aspetti impositivi, oneri e accise, prevedendo incentivi, mirati a progetti per la ricerca e l'innovazione.

In particolare, il Settore elettrico, a seguito dei processi di liberalizzazione e privatizzazione, è ormai fuori controllo: mancanza di coordinamento e di indirizzi strategici nazionali, Aziende concentrate prevalentemente sulle performances economico/finanziarie, scadimento progressivo della qualità del servizio.

Queste, in estrema sintesi, le proposte FLAEI-CISL:

 

 

1. Osservatorio per l’energia/Tavolo Concertato

Per anni abbiamo sollecitato la realizzazione di un Organismo di concertazione, una “Cabina di regia” del Settore elettrico.

Riteniamo sempre più necessario uno strumento che allarghi gli orizzonti di partecipazione all'intero comparto dell'Energia, nella logica della più ampia condivisione degli interessi generali del Paese e delle soluzioni sostenibili e praticabili, raccordando tra di loro i diversi livelli Istituzionali e i diversi portatori di interesse: un Osservatorio per l’energia/Tavolo Concertato, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la partecipazione dei Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente e di tutti gli Attori del Settore, con il ruolo di analisi e programmazione strategica delle politiche energetiche decise dal Governo.

 

2. Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas

L’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, deve mantenere piena autonomia e indipendenza, per sviluppare al meglio il ruolo di regolazione e controllo, anche nella prospettiva di allargare i suoi ambiti di intervento al Settore idrico.

Va reintegrata nella sua composizione: noi riteniamo che questo Organismo di garanzia possa (e debba) essere supportato anche da Rappresentanti delle Forze sociali e produttive.

 

3. Il Polo pubblico

I processi di liberalizzazione hanno portato ad una frammentazione, fra diversi Soggetti, delle funzioni di garanzia che erano esercitate dall'ex Monopolista pubblico.

E' arrivato il momento di raccogliere e coordinare questi "pezzi" di sistema: GSE, AU, GME, CCSE, ERSE, SOGIN e la costituenda Agenzia per La Sicurezza Nucleare.

A questi andrebbe aggiunta una Società nuova per la gestione delle attività di verifica e di Misura, a garanzia dei criteri di uniformità e terzietà.

Pensiamo ad un vero e proprio Gruppo, a controllo pubblico (Ministero dell'Economia e Finanze), alle dipendenze gestionali del Ministero per lo Sviluppo Economico, che dovrà fungere da braccio operativo istituzionale, in stretto raccordo con Governo, Ministeri competenti, Autorità, Osservatorio/Tavolo Concertato per realizzare:

  • gli insediamenti energetici;
  • l’nterlocuzione con le Istituzioni e i Cittadini a livello locale;
  • accordi di programma sul Territorio, sfruttandone le specificità, tra i grandi Player dell’energia e le Imprese locali per l’indotto e la manutenzione e gestione degli impianti;
  • la semplificazione e la certezza dei percorsi autorizzativi, nelle regole e nei tempi;
  • intese con Associazioni Imprenditoriali e Sociali, al fine di una formazione mirata per creare una cultura energetica/ambientale e nuove competenze e professionalità;
  • lo sviluppo e la promozione delle rinnovabili, dell'efficienza e del risparmio energetico, anche al fine di realizzare gli obiettivi di abbattimento delle emissioni di CO2;
  • il controllo tecnico/amministrativo sullo stato delle reti ed il coordinamento degli interventi necessari a garantire il rispetto della qualità del servizio e degli standard di manutenzione e di sostituzione e a prevedere una rete magliata e flessibile (che consenta di recepire la c.d. generazione distribuita) nonché cogliere l’obiettivo delle reti intelligenti (c.d. smart greeds);
  • il rilancio della ricerca applicata di Sistema, pubblica e privata, con il pieno sfruttamento delle potenzialità di ERSE e CESI e la riproposizione del CERSE (Comitato di Esperti di Ricerca per il Sistema Elettrico), per definire e pianificare i progetti di ricerca, regolare l'accesso al finanziamento delle attività e utilizzare le Professionalità esistenti; la ricostruzione della filiera nucleare, nelle competenze pubbliche, a partire dalla Autorità per la Sicurezza, che dovrà non solo svolgere le necessarie analisi sulle problematiche di affidabilità e sicurezza, ma anche essere in grado di assumere responsabilità decisionali.

 

4. Il Nucleare

Il nucleare è, per sua natura, un sistema complesso e multilivello, che richiede coesione e scelte stabili e condivise, anche in considerazione dei tempi necessari, proiettati nel medio/lungo periodo, sia sul versante politico che su quello industriale e finanziario.

La rinascita del nucleare va accompagnata, dunque, da una informazione aperta, adeguata e corretta, svincolata da pregiudiziali ideologiche, soprattutto su temi quali la sicurezza e le scorie, per coinvolgere e rendere partecipe delle scelte l’opinione pubblica, a livello nazionale e locale.

Un nucleare partecipato e consapevole, quindi, per la individuazione dei siti ove allocare gli impianti di produzione e lo stoccaggio delle scorie, per rendere più efficiente il decommissioning (attraverso la SOGIN), per la progettazione, la realizzazione e l’esercizio degli impianti, realizzando Consorzi di aziende energetiche ed energivore sul modello Finlandese, prevedendo anche il coinvolgimento e la partecipazione dell'Aquirente Unico (AU), che è il più grande cliente/fornitore per l'utenza domestica, per rafforzare il connotato sociale del ritorno all'opzione nucleare.

 

5. La Società delle Reti

La rete AT è stata recentemente tutta riaggregata in TERNA.

La sentenza del Consiglio di Stato che impone a Cassa Depositi e Prestiti, nel luglio 2010, la definitiva dismissione (e conseguente completa privatizzazione) di TERNA o di Enel, mette a rischio il Sistema Elettrico Nazionale e pone questioni di esercibilità non solo della Rete di trasmissione, ma anche di quella di distribuzione.

Deve, in particolare, essere garantita una concreta terzietà della Rete rispetto agli Operatori del Settore, così come un piano di investimenti strutturali.

Proponiamo la creazione di una grande Società delle Reti, a controllo pubblico, che dovrebbe riunificare le reti di trasmissione e distribuzione, anche attraverso l’impegno dei capitali ottenuti da CDP dalla dismissione del 15% circa di Enel.

La stessa potrebbe essere partecipata dagli Enti Locali e dalle Aziende del Settore, agevolando, inoltre, l’acquisizione di partecipazioni, con garanzia di CDP, da parte dell'azionariato diffuso, del Capitalismo associativo dei Lavoratori Elettrici, dei Fondi Pensione degli stessi Lavoratori.

 

6. La Partecipazione responsabile

La crisi ha reso evidenti le contraddizioni ed i limiti del mercato e la necessità di riaffermare l'economia reale rispetto a quella finanziaria: la speculazione ed il business fini a se stessi, sommati all'assenza di vincoli e controlli hanno prodotto i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Riteniamo indispensabile riaffermare la socialità del servizio pubblico e crediamo sia possibile realizzarla attraverso un modello partecipato.

La Partecipazione è la “chiave di volta” che potrebbe consentire una evoluzione del Sistema, capace di coniugare interessi economici e finanziari, distribuzione della ricchezza prodotta, difesa del Territorio e dell’ambiente, servizio universalmente fornito.

Far partecipare i Lavoratori all’azionariato e, soprattutto, nell'ambito di una governance duale, costituire Comitati di Sorveglianza nelle Società energetiche, con la partecipazione degli azionisti minori, realizzerebbe una condizione di sostenibilità sociale che deriva dalla comune responsabilità delle decisioni strategiche, senza interferire con la gestione.

Far partecipare gli Enti Locali significa contribuire, attraverso il coinvolgimento e la cointeressenza delle Comunità, a creare le necessarie e insopprimibili condizioni di consenso sociale e sostenibilità ambientale rispetto alle infrastrutturazioni energetiche.

La Partecipazione può rappresentare anche lo strumento che darebbe, finalmente, certezza alle procedure autorizzative, oggi eccessivamente, e troppo spesso, condizionate dalle esigenze derivanti dalla ricerca di consenso elettorale.

L’Italia, attraverso questi interventi può fare della crisi una opportunità: Energia e Ambiente rappresentano i grandi temi del rilancio nazionale e i drivers dello sviluppo del 21° secolo.

 

7. Il Dialogo Sociale, le Relazioni Industriali, il Sistema Contrattuale

Il Settore Elettrico vanta una tradizione di Relazioni Industriali e Sindacali di alto profilo, maturata nel corso dell’esperienza monopolistica, improntata alla prevenzione del conflitto e alla ricerca di soluzioni condivise tra Imprese e Sindacato confederale.

Un Sistema che, negli anni successivi alla liberalizzazione del Settore, è stato messo a dura prova da pesantissime riorganizzazioni, ristrutturazioni e terziarizzazioni che hanno ridotto di oltre il 50% la Forza lavoro.

Per sostenere la realizzabilità e gli obiettivi della presente proposta, si rende pertanto necessario un intervento anche sul fronte del Sistema Relazionale, fatto salvo quanto già anticipato nel capitolo Partecipazione.

In sostanza, si tratta di agire su due distinti versanti.

Il primo, quello di ricondurre al Contratto Elettrico (anche in funzione di una sua evoluzione “energetica”) tutti i Lavoratori che operano sugli Impianti di Generazione, sulle Reti e nelle Società Commerciali e di Servizio. Ciò al fine di rendere unico il “governo sociale” di tutto il mondo del lavoro elettrico, ma anche di evitare l’effetto “dumping” di terziarizzazioni che, riducendo i costi, provocano: frammentazione della Rappresentanza; differenze di trattamento normativo e economico; incontrollabilità delle dinamiche sociali; abbassamento degli standard di sicurezza sul lavoro, con conseguenti rischi per gli Addetti (è indicativo che gli infortuni sul lavoro sono di gran lunga più frequenti tra i Lavoratori in appalto rispetto a quelli direttamente dipendenti dalle Imprese Elettriche).

In tal senso, il recente rinnovo del Contratto di Settore Elettrico, afferma con chiarezza la sua titolarità anche per le Fonti Rinnovabili.

Il secondo riguarda la revisione del Diritto di Sciopero che, a fronte della garanzia per Utenti/Clienti di vedersi erogato il servizio in qualsiasi condizione, deve prevedere forme di Partecipazione dei Lavoratori alle scelte strategiche e compensazioni adeguate in termini di visibilità pubblica e di ritorni sociali.