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Posizione dell’Associazione Ambiente e Società sull’accoglimento, da parte del Consiglio di Stato del ricorso di WWF, Greenpeace e Italia Nostra, contro il parere favorevole al progetto di riconversione della Centrale di Porto Tolle.

Nel centro della Capitale risuonano ancora i malumori e gli echi delle manifestazioni di piazza contro la decisione del Consiglio di Stato di accogliere il ricorso di WWF, Greenpeace e Italia Nostra contro il parere favorevole al progetto di riconversione della Centrale di Porto Tolle espresso in sede di procedura di Via dal ministero dell'Ambiente. Gli “ambientalisti” esultano, ma l'Enel - ovvero ciò che rimane del grande colosso nazionale dopo la disastrosa privatizzazione che non ha affatto ridotto le tariffe né incrementato i margini di potenza disponibile, né migliorato il servizio elettrico complessivo - fa puntualmente rilevare il danno per l’azienda e soprattutto per l'economia nazionale. Tutto ciò avviene in un momento di grave crisi ove i media - senza enfasi e quasi nell’indifferenza - annunciano, come qualunque altra notizia, che un italiano su quattro è alla soglia della povertà strutturale e dell’esclusione sociale, determinata dalle disastrose scelte avvenute in questo Paese da più di qualche decennio.

La disoccupazione giovanile è ai massimi storici, specie quella intellettuale, che vede ingegneri grati per un “posto” in un “call center” o geometri esultare per 900 euro al mese come addetti alla sicurezza in un grande centro commerciale. A qualcuno verrebbe quasi voglia di dire, in sintonia con ISTAT: “però… non è esattamente così”, ma se il problema ce l’hai in casa capisci che si sta parlando di una generazione di giovani senza speranza, di precari senza un futuro, di sopravvivenza e sussistenza, di crollo ed inversione di rotta in vecchie abitudini e stili di vita del passato! Tutto questo pone interrogativi seri sul senso e sulla direzione intrapresa da questo nostro Paese e dalla sua classe dirigente, se ancora possa essere ritenuta degna di questo nome. L’obiettivo sociale collettivo sembra essere ormai solo la sopravvivenza ad ogni costo, non importa quanto dure siano le condizione poste al contorno da una finanza che attraverso i cosiddetti ”future” determina - in funzione del proprio profitto che si autoalimenta - i prezzi di prodotti di primaria necessità. Alla minaccia incombente di crollo finanziario quella stessa finanza, però, riprende respiro grazie al sacrificio ulteriore delle classi meno abbienti, per ricominciare - peggio di prima - il gioco speculativo senza alcuno scrupolo etico e senza considerare il rischio collettivo di un “crollo di civiltà” se l’attuale insostenibile situazione dovesse perdurare.

L’industria aldilà dei segnali di una ripresa lenta, che vengono di tanto in tanto annunciati, sta ancora ansimando ed i grandi progetti infrastrutturali perseguiti da grandi imprese ed istituzioni non trovano ostacolo non tanto nelle forze sociali responsabili, ma nell’ignoranza, nell’assenza di cultura di governo, di gestione, di progettualità, di direzione, riducendo tutti a brancolare nella totale perdita di ogni riferimento morale e di verità, poiché il “tifo ad ogni costo” per la propria parte politica è il prezzo da pagare per il proprio privilegio.

Come Associazione Ambiente e Società desideriamo innanzitutto prendere le distanze da ogni estremismo ecologista e da ogni scelta di un ambientalismo fine a se stesso. Rifuggiamo soprattutto da coloro che non pongono l’uomo e le sue esigenze al centro di ogni problema e si rendono soprattutto strumento di quella battaglia in atto tra forze politiche e tra Istituzioni, che ha saturato ogni pazienza e deluso ogni attesa.

Crediamo fermamente che il Paese abbia bisogno di diversificare le proprie fonti primarie di energia attraverso un equilibrato mix che tutte le tecnologie disponibili - nessuna esclusa - possono consentire, anche a dispetto di quella lobby che ha sostanzialmente imposto la “monocultura del gas” arrecando serio danno al Paese, tranne che a se stessa ed ai propri sponsor politici.

Non vogliamo entrare nel merito di vaniloqui pseudo-giuridici. Ci basta sapere - per diretta esperienza - che un progetto simile a quello bocciato dal Consiglio di Stato comporta decine di milioni di ore di lavoro per il comparto elettromeccanico e delle costruzioni che si sta sempre più riducendo al lumicino. E’ un progetto deciso e finanziato da una azienda - l’Enel spa - nella sua totale autonomia senza incidere sulle casse dello Stato; è un progetto che porta la speranza in molte famiglie toccate dalla disoccupazione e dall’emarginazione sociale; è un progetto che attua le più moderne tecniche di protezione e salvaguardia dell’ambiente; è un progetto che immette capitali nel sistema paese - e non altrove!!! - dando la possibilità di innescare un virtuoso ciclo che può contribuire alla ripresa e allo sviluppo di una massacrata economia.

Come Associazione Ambiente e Società non possiamo che prendere le distanze dalla decisione del Consiglio di Stato e ci auguriamo che quella cecità che sembra ottenebrare la Politica e le Istituzioni non aggiunga danno al danno, avvicinando sempre più il momento di una possibile catastrofe sociale da cui non uscirebbero né vincitori, né vinti, ma sarebbe la nostra intera civiltà e soprattutto le giovani e future generazioni a pagarne le spese.

 

Presidente Comitato Scientifico                                                                                      Presidente

Dott. Rocco Morelli Dott. Amedeo Scornaienchi

 

Ultimo aggiornamento (Giovedì 25 Aprile 2013)

 

Commenti 

 
0 #1 rocco morelli 2011-06-06 21:46
Nel testo c'è qualche negazione di troppo che non era presente nella versione originale :
....non trovano ostacolo non tanto.....
invece di
.... trovano ostacolo non tanto.....
In questo caso, non si può neanche dire che due negazioni affermino.
Rocco Morelli
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