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"CRESCITA O BARBARIE" (o in alternativa) "DECRESCITA O BARBARIE"?

Da molto tempo uno dei temi più dibattuti in campo economico ed ambientale è la contrapposizione tra sviluppo esponenziale e sviluppo sostenibile (si rimanda a tale riguardo al link di AS http://www.associazioneambientesocieta.it/as/StudiRicercheProposte/Memorie_R_Morelli/Sviluppo%20esponenziale%20vs.%20sostenibile0001.pdf )

Anche se non è immediatamente apparente, sulla scia di questa importante tematica, sul sito dell'Associazione Ambiente e Società è ben avviata una variegata riflessione, con notevoli spunti critici, sulla crisi che attanaglia l'Europa, e non solo, risultato di quella contrapposizione "sviluppo esponenziale/decrescita" più di quanto possa sembrare ad un osservatore che voglia restare "in superficie".

Così, oggi nelle piazze d'Italia, tra contestazioni e concertoni, si festeggia il 1° Maggio del Lavoro "che non c'è"!

A giudicare dalle parole, la Politica sembra consapevole della reale situazione : "Questa crisi trasforma le vittime in carnefici"; "Senza il lavoro il Paese muore"; "La priorità è il lavoro"; "Occorre trovare una via per uno sviluppo sostenibile"!

Però, aldilà delle parole, le difficoltà che si sperimentano per uscire dalla crisi sembrano più connesse ad una lotta per lo status quo ed il predominio politico-economico che alla possibilità di dare soluzioni ai problemi economici e sociali che affliggono il mondo. Quanti sono in realtà consapevoli della effettiva situazione in cui versa il nostro sistema ecologico globale : pianeta + sistemi + viventi + risorse disponibili + modalità di accesso ed uso di queste risorse, anche in prospettiva? A ben riflettere, con tutto ciò che c'è da fare nel mondo (infrastrutture lì dove mancano, ricerca in tutti i campi - medico, farmaceutico, biotecnologico, fisico, cosmologico, chimico, etc. - miglioramento delle produzioni specie alimentari, creazioni di salvaguardie ambientali e di sicurezza, etc.) come è possibile che manchi proprio "il lavoro"! O forse non si è trovato modo per rendere tali lavori "profittevoli? Piuttosto, sembra invece, che esistano "vincoli" e anzichè accontentarsi di un modesto margine di profitto di cui è capace l'intrapresa, convenga correre dietro più remunerative avventure finanziarie che assicurano "ricchezza cartacea" a dismisura, tale da suscitare l'immagine dell'avaro di Moliere! 

In realtà, questi problemi mettono in evidenza solo quanto siamo tutti legati ai paradigmi di questo stadio della nostra civilità, dove il lavoro è concepito perlopiù come strettamente connesso all'attività svolta per guadagare il necessario alla nostra individuale sopravvivenza e la ricchezza un beneficio individuale inalienabile in qualunque condizione. Si tratta di "illususioni", per quanto condizionanti la nostra vita in concreto.  Diverso sarebbe, infatti, se a ciascuno la sopravvivenza (con il minimo necessario per nutrirsi, proteggersi ed abitare) fosse comunque garantita per il semplice fatto di essere un abitante della Terra, mentre il lavoro fosse ricondotto a libera scelta per esprimere i propri talenti e la propria creatività. Un lavoro in libera scelta che remunera in funzione dei suoi risultati.

Forse è nella comprensione e sviluppo di questo utopico passaggio, superamento di riferimenti e di valori, che può risiedere un nuovo modello di civiltà per portare il mondo fuori del pantano in cui si è cacciato, per effetto dell'avidità umana e della voglia di potenza. S'intravede, invece, l'oggettiva possibilità di una "salvezza" solo se essa è estesa a tutti perchè "l'astronave Terra" su cui tutti abitiamo è una ed una sola, almeno al momento.  

Si contrappone così al modello "Crescita o Barbarie" che abbiamo finora sperimentato un modello di "Decrescita o Barbarie" che alcuni movimenti vanno da tempo proponendo. Per questo motivo - e soprattutto per coloro che volessero approfondire l'argomento - abbiamo voluto riportate qui in formato pdf l'ebook (la cui circolazione in rete è libera) di Massimo Cacciari su questa drammatica contrapposizione.

Paolo Cacciari - Decrescita o Barbarie

Ma il modello "Crescita o Barbarie" non può essere dato per perdente solo perchè in questo frangente appare più attuabile e rende di fatto attuata "la decrescita". A titolo esemplificativo occorre citare due recenti ricerche che sono state condotte e che aprono la possibilità di produrre biofuel attraverso batteri geneticamente modificati, una delle quali apre addirittura future possibilità di trasformare la CO2 in biofuel (vedasi ad es. link seguente: 

http://www.ansa.it/web/notizie/specializzati/scienza/2013/04/23/Batteri-che-producono-gasolio_8598381.html ). Anche qui, l'impronta duale della realtà e dell'esistenza umana sembra marcare il futuro ed ogni possibile evoluzione.

 

Inizia il governo Letta

Dopo un periodo di "ingorghi" istituzionali e non,  ora in Italia abbiamo un nuovo Papa ed un Papa Emerito, un vecchio Presidente della Repubblica rinnovato ed un nuovo Governo, sostenuto dalle maggiori forze in un Parlamento ringiovanito solo in parte, anche con elementi delle classi medio-basse e popolari, che sembravano scomparse dalla scena politica passata che appariva dominata da lobby finanziare, industriali e pseudo-mafiose. E' un buon inizio? Può darsi, forse; ma, in realtà ancora nessuno può dirlo, perchè prima occorrono "risultati" aldilà delle "ovvie buone intenzioni"! Il discorso dell'On.le Letta per richiedere la fiducia è quello riportato nell'allegato che costituisce il documento programmatico per valutare costantemente non solo l'operato del nuovo Governo, ma quello dell'intera politica italiana uscita solo parzialmente rinnovata dalle nuove elezioni e dalla fase di stallo successiva, risoltasi soltanto grazie all'autorevole figura di Giorgio Napolitano.

Adesso, però, dovremmo abituarci tutti a valutare l'operato del Governo a fine mandato sulla base dei risultati e non all'inizio, o comunque ad esprimere approvazione o disapprovazione sulla base di provvedimenti specifici piuttosto che su base ideologica precostituita, rapportando le azioni intraprese agli elementi programmatici annunciati al momento della richiesta della fiducia. Piani e programmi di governo possono costituire buone o cattive premesse per l'azione governativa, ma le buone intenzioni non bastano, perchè anche "le vie dell'inferno sono lastricate dalle buone intenzioni" ed il nostro Paese l'inferno l'ha già sperimentato, lo sta ancora sperimentando e non è ancora detto che possa evitarlo, in forme anche peggiori. 

Certamente sembra cambiato il linguaggio, ma altrettanto certamente nessuno si lascerà più incantare dalle apparenze o dall'annuncio di promesse poi non mantenute. Noi di Ambiente e Società saremo "vigili e vigilanti", pronti a dare un segnale di allerta li dove lo dovessimo ritenere necessario o semplicemente opportuno. Tra i vari temi ci saranno particolarmente a cuore quelli del lavoro, dell'energia per una crescita sostenibile e del contesto europeo, senza fingere ortodossie ed europeismi di maniera, consapevoli del valore dell'Europa politicamente unita in forma federale, ma al tempo stesso consci della sua sua inutilità se essa continuasse ad essere il luogo della non decisione, dello sfruttamento e della diseguaglianza circa la dignità dei popoli che la costituiscono.

Al momento non possiamo che prendere atto (secondo il gioco democratico) della fiducia ricevuta dall'onorevole Letta e dal suo governo - cui auguriamo buon lavoro - mentre restiamo in attesa dei risultati, consapevoli che lavorare per il breve termine a scapito del lungo termine "non può funzionare oltre". Come dice uno spot pubblicitario "short term has no future"! 

Il discorse dell'On Letta per richiedere la fiducia

 

Il risultato elettorale ha determinato una situazione di stallo politico che rischia di aggravare ulteriormente la situazione drammatica in cui il Paese sta vivendo

Ancora una volta la politica sembra lontana dalla realtà, dalla sofferenza reale di milioni di persone che sono ormai precipitate nella disperazione, che hanno perduto la speranza. L’esigenza e l’urgenza di dar vita ad un governo stabile e credibile, che dia risposta alle priorità vere che l’evidenza dei dati dimostra, costituiscono oggetto di una analisi articolata che con rigore scientifico è sviluppata nell’articolo accessibile al link qui sotto riportato

Elezioni politiche 2013: la rabbia, la disperazione, la speranza

 

Discorso del presidente dell'Uruguay dicembre 2012

 

ZEITGEIST: lo spirito del tempo tra mito e scienza, tra utopia e realtà!

I tre recenti gravissimi suicidi contemporanei di Civitanova Marche, ma anche il documentario appena presentato oggi da Rai News su Suicidio Italia (tragedie analoghe, tutte accadute per effetto della crisi economica in corso), ripropongono la necessità di una seria ricerca e interpretazione non semplicistica o scontata di ciò sta avvenendo intorno a noi. L'assenza di risposte istituzionali al disagio sociale, consumato in selenzio fino alla tragedia, senza che possa neppure scattare un meccanismo di umana solidarietà nel gruppo parentale e nella comunità di appartenenza, accompagnato a quella sorta di vergogna che si associa allo stato di povertà dei meno fortunati, percepita da coloro che non sono riusciti nella lotta per la sopravvivenza, spesso per ingiustizie e vessazioni sistemiche, pone seri interrogativi non solo al nostro Paese. Si tratta di capire verso dove stiamo marciando e per quali ragioni; e se tali ragioni giustifichino il sacrificio dei più deboli o di coloro che sono rimasti indietro.Vengono spesso frettolosamente liquidate sotto l'etichetta negativa del populismo, o sotto quella ancora peggiore del complottismo alcune tesi interpretative dell'origine della crisi e del conseguente disagio sociale esistente che può - alla lunga -  certamente sfociare in ribellione collettiva, liberamente autoinnescata o strumentalmente provocata ad arte da gruppi con interessi politici specifici. Certo è che qualcosa di profondo si è rotto nell'animo della gente in Italia e il successo dello stesso Grillo sembra essere più il risultato della totale sfiducia nei confronti di coloro che hanno dominato la scena politica italiana sino ai nostri giorni, piuttosto che la convinzione di una salvezza che il Movimento 5 Stelle può far nascere dalle "macerie".

Infatti, nel corso della contestata visita a Civitanova Marche da parte della Presidente della Camera Boldrini si sono potute intendere nettamente, in qualche servizio televisivo mandato in onda quello stesso giorno, le parole di alcune persone che erano presenti, dal tono certamente volgare, ma espressive del sentimento popolare degli astanti : "diteglielo a tutti quello che è successo, al PD, al PdL, a Grillo: sono tutti delle merde". Non si tratta solo di contestazione della Boldrini; qui è l'intera classe politica sotto accusa al di là delle oggettive responsabilità! E' la classe politica in sè sotto accusa,  come rappresentante di un potere che nel migliore dei casi, ove non colluso nelle responsabilità, si manifesta incapace a trovare soluzioni ai problemi concreti della gente. Assistiamo alla politica di sempre, agli atteggiamenti di protesta di sempre, mentre il "declino" inesorabilmente procede, quasi aderendo ad un protocollo pianificato e stabilito altrove. In questa situazione è abbastanza naturale che si cerchi spiegazione "altrove", con tutti i rischi, anche di fuga dalla realtà, che ciò può comportare. Per questo motivo ci pare opportuno riportare - a mero titolo esemplificativo e consapevoli di viaggiare in aree quantomeno problematiche che possono spaziare tra mito e scienza, tra utopia e realtà - i link a tre  video del Movimento Zeitgeist che "propone a suo modo" (per es. accentuando l'aspetto negativo del mercato monetario, con un criticismo tipico nei confronti di ogni forma di religione e con sbocchi in una rivoluzione pacifica) un passaggio da una economia monetaria di mercato ad una futuribile "scientifica economia pianificata basata sull'ambiente e le risorse disponibili". Si tratta di video di discreta lunghezza e che vanno visti in successione cronologica. 

Per contro, sulla loro scia si fanno strada alcune tesi che, nel contesto delle problematiche del riscaldamento globale, vedono nella situazione attuale sostanzialmente una crisi energetica e delle risorse disponibili - di cui abbiamo parlato altrove nel nostro sito web (Crisi Nera) - per cui ai fini di una "sostenibilità" il nostro Paese sta attraversando una pianificata decrescita detreminata anche dal generalizzato rifiuto della tecnologia nucleare che avrebbe potuto avere effetti mitigativi se non risolutivi.

 

http://www.youtube.com/watch?v=pvLZ6yl-ZhQ   (Il Film - 2007)

 

http://www.youtube.com/watch?v=olBU01q7MxU (Addendum - 2011) 

 

http://www.youtube.com/watch?v=zqTKhM_wbgE (Moving Forward - 2012)

 

Roma, 7/4/2013