Sostenitori Associazione
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
News
Home

“CAMICI BIANCHI”: LA SANITA’ LI VUOLE MANAGER

 

by BARBERIS MARIA RITA

 

La società  sta cambiando a livello demografico, socio economico, epidemiologico; il progresso della medicina assicura la sopravvivenza, ma non sempre  la completa guarigione,  aumentano i soggetti che richiedono cure continue e complesse per lungo tempo, accresce la sensibilità dell’utenza sul grado di soddisfazione dei servizi.

L’ universalità, uguaglianza, equità, principi generali per la tutela del diritto di salute dei cittadini e della comunità sono garantiti dalla programmazione sanitaria del PSN attraverso la prevenzione della salute, il potenziamento dei sistemi di rete, l’integrazione socio-sanitaria, la promozione del cittadino e delle associazioni sul controllo dei servizi, la qualificazione delle risorse umane.

In questa legittima “domanda di salute”, cui si accompagna  lo sviluppo dell’offerta si è assistito ad un incremento della spesa sanitaria  pubblica, all’aumento dei costi che hanno traghettato la riforma verso logiche di aziendalizzazione della sanità (vedi D.leg.vi n. 502/92- n. 517/93 n. 229/99 - n. 29/93). Il processo di trasformazione ha introdotto i principi della gestione imprenditoriale con l’intento di superare la crisi del sistema sanitario pubblico, restituire efficienza, competitività ed economicità. Si è dato avvio ad un’organizzazione dei servizi strutturata sul dipartimento, che viene visto come elemento di integrazione funzionale e finalizzato al raggiungimento di obiettivi non realizzabili diversamente.

Il medico, inserendosi in questa logica aziendale, viene investito di oneri e responsabilità per massimizzare il profitto, ridurre i costi  e mantenere invariata la qualità del prodotto. Egli deve rendere conto delle proprie scelte al paziente, all’azienda ed alla comunità, lottare contro gli sprechi, le diseconomie, le sperequazioni, le iniquità  ed utilizzare in modo efficiente le risorse comuni. Nell’attuale complessità delle procedure gestionali e decisionali, il medico ospedaliero è il maggiore attore del cambiamento e spesso vive un senso di disagio per la duplice funzione del   ruolo che è chiamato a  svolgere: clinico e dirigenziale.

 

Da un lato c’è l’impegno alla cura del paziente, dall’altro vi sono responsabilità gestionali, organizzative  che riguardano l’andamento dei servizi, il sistema informativo, il budget, i piani di sviluppo, i rapporti interni (motivare il personale, esercitare la leadership).

La direzione di un apparato come la sanità necessita di specifiche competenze professionali che qualificano i “camici bianchi” come manager con capacità di analisi e di problem solving per far fronte all’imprevedibilità. I professionisti della salute non possono dedicarsi all’assistenza  senza pensare ai costi generali. Oggi, il management sanitario è diventato un processo oggettivo ed inevitabile per gestire i cambiamenti in atto. Una logica per consentire la realizzazione a vari livelli degli obiettivi di salute, rispettare i vincoli imposti dal sistema, affrontare la competitività sempre più marcata tra pubblico e privato, accrescere la responsabilizzazione (accountability) e sviluppare buone prassi di clinical governance. Processo che consente di realizzare a vari livelli obiettivi di salute, in equilibrio con la gestione economico-finanziaria e la qualità tecnico-professionale.

La sfida manageriale, introdotta  dalla riforma sanitaria nel 1992,  chiama i dirigenti medici a nuove funzioni. Essi devono essere in grado di:

  • coordinare il personale
  • conoscere la mission del reparto ed i processi operativi
  • sviluppare aree progettuali
  • promuovere il miglioramento continuo della qualità (MCQ) dei servizi e delle prestazioni sanitarie
  •  svolgere funzioni medico-legali

La flessibilità deve essere alla base del sistema sanitario; il  medico di presidio ospedaliero non può essere un coordinatore “rigido”, ma deve diventare un facilitatore del lavoro di tutti gli altri professionisti. Per realizzare un efficiente sistema di governance, la dirigenza medica deve disporre di competenze manageriali, in grado di programmare gli interventi e monitorare i risultati. E’ strategico  investire sulla crescita delle competenze individuali mediante una capillare formazione, orientata a sviluppare appropriati skills manageriali per rendere l’organizzazione più “snella.

Il percorso formativo dei medici oltre ad essere innovativo e stimolante, deve basarsi sui pilastri del management sanitario: organizzazione, programmazione, direzione, controllo per minimizzare i principali problemi, quali: assistenza di scarsa qualità, errori, sprechi, insoddisfazione del paziente e dei collaboratori.

Infondere la cultura manageriale significa rendere le persone in grado di lavorare in team, condividere obiettivi, porre attenzione ai risultati ottenuti e rispondere alle contingenze del sistema. La chiave del successo della formazione è quella di riuscire ad espandere la crescita professionale  e trasformare il personale in lavoratori motivati e coscienti che sappiano apportare un serio contributo nel miglioramento della qualità del servizio. In particolare, la formazione consente di agire su fattori chiave, quali:

  • comunicazione e relazione (ascoltare, confrontarsi, mettersi in discussione, riconocere i propri errori)
  • capacità di gestione degli asset tangibili (risorse economiche) e intangibili (risorse umane)
  • strategie organizzative
  • competenze e abilità di tipo programmatorio-gestionale
  • creare commitiment con il gruppo di lavoro per il perseguimento degli stessi fini (capire e motivare i collaboratori)
  • capacità di problem solving, brainstorming per affrontare situazioni critiche connesse alla pianificazione

L’antidoto allo “schematismo culturale” è perseguire, con giusti mezzi, il corretto utilizzo delle risorse limitate e saper agire  eticamente  con passione e coraggio nel percorrere il cambiamento. Come si può ben comprendere, ciò è fattibile grazie al prezioso sostegno della formazione continua multidisciplinare e interprofessionale.


Ultimo aggiornamento (Giovedì 25 Aprile 2013)