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Home Convegni & Eventi Contenuti Extra SISTEMA PREZZI ENERGIA ELETTRICA: TARIFFA BIORARIA Il sistema dei prezzi dell’energia elettrica La tariffa bioraria: luci ed ombre

Il sistema dei prezzi dell’energia elettrica La tariffa bioraria: luci ed ombre

Intervento di Carlo De Masi, Segretario Generale FLAEI-CISL

 

Voglio innanzitutto ringraziare gli Amici dell’Associazione Ambiente e Società, ed in particolar modo il Presidente, l’amico Amedeo Scornaienchi, per l’organizzazione di questa importante iniziativa coadiuvata dalla FLAEI – CISL, i Relatori, il Rappresentante dell’Autorità di Settore, quelli delle Aziende, l’Assessore Regionale, nonché tutti i Presenti.

La discussione, di questa sera, relativa al sistema dei prezzi dell’energia elettrica, è riferita ad un tema annoso e complicato, anche se tutti si sono sforzati, nei loro interventi, di semplificarlo.

Il delicato momento che stiamo attraversando, in particolare in Italia, dove la crisi, oltre che incidere pesantemente  su investimenti e occupazione, è difficile da contrastare, in quanto le Imprese e le Famiglie italiane pagano l’energia più cara d’Europa (mediamente 30- 35% in più).

L’Energia elettrica è un bene essenziale, di cui non si può fare a meno.

 

Come diceva Massimo Saotta, nella sua Introduzione, la FLAEI segue con estrema attenzione l’evoluzione del Settore elettrico, anche sul versante tariffario e si è impegnata nella divulgazione della conoscenza del sistema dei prezzi e delle tariffe, perché ha ritenuto ci fosse un vuoto informativo nei confronti dei Cittadini/Consumatori.

Siamo partiti dalla constatazione che la struttura tariffaria, che è stata attuata con la liberalizzazione del Settore elettrico, non ha agevolato una semplice comprensione.

Già dal marzo 2010 abbiamo elaborato una analisi strutturale del nuovo sistema tariffario, degli elementi che lo compongono, dei criteri di applicazione della tariffa bioraria.

 

A questa ha fatto seguito, agli inizi del mese di giugno, un esame dei risparmi e dei costi.

Voglio anche ricordare una mia intervista sull’argomento, pubblicata da Conquiste del Lavoro, il quotidiano della CISL, il 17 giugno u.s.

Ma, soprattutto, mi preme portare alla Vostra attenzione il libro di Gian Paolo Repetto e Daniela Vazio “Il sistema dei prezzi dell’energia elettrica per il consumatore domestico”, uno studio frutto della collaborazione tra FLAEI e RIE (Istituto di Ricerche Industriali ed Energetiche), diretto dal prof. Alberto Clò.

Il volume, pubblicato a cura della FLAEI dall’Editore Rubbettino, è stato distribuito a tutte le strutture FLAEI, CISL, ADICONSUM, FNP, INAS, CAF e vuole colmare un vuoto nelle pubblicazioni tecnico-scientifiche, con la pretesa di essere uno strumento organico di informazione sul funzionamento del sistema dei prezzi e delle tariffe dell’energia elettrica: come si formano, come possono variare, come il Consumatore può orientarsi nella scelta delle offerte.

Relativamente al tema di questa Tavola rotonda e della necessità di contenere i costi dell’energia, come avrete compreso, non è la tariffa bioraria che può abbassare i costi in bolletta.

Allora, dobbiamo partire da alcune considerazioni di carattere generale sul Sistema elettro/energetico italiano, che non riguardano solo i costi economici, ma anche quelli ambientali e sociali (investimenti e occupazione).

In Italia i prezzi elevati dell’energia sono dovuti, principalmente, alla dipendenza dall’estero del Paese per le Fonti primarie e all’inadeguato mix produttivo, basato essenzialmente sugli idrocarburi. A ciò bisogna aggiungere il peso che hanno in bolletta oneri e accise, spesso impropri (come veniva ricordato dall’Autorità).

Si tratta quindi di agire su alcune leve:

  • diversificare le fonti primarie per un adeguato  mix produttivo, (il 25% per 4, indicato dal Governo), puntando, oltre che alle Rinnovabili, nell’immediato all’uso del carbone pulito e in prospettiva al “nucleare sicuro”;
  • agire su efficienza e risparmio energetico, che possono diventare la prima fonte di energia;
  • sviluppare concretamente le Fonti rinnovabili (tenendo presente che sono integrative e non sostitutive, oltre che intermittenti), realizzando accordi di programma nel Territorio per l’indotto e Scuole di Formazione alle nuove competenze verdi;
  • investire sulle Reti (non si può avere la Ferrari senza le Autostrade);
  • traguardare la sostenibilità sociale ed ambientale;
  • creare una cultura energetico/ambientale, attraverso corretta e corrente informazione, anche con Convegni come questo;
  • semplificare gli iter autorizzativi;
  • dare corso al Federalismo energetico (dove ognuno concorra, in base alle potenzialità  del proprio Territorio, al Sistema Energetico Nazionale);
  • dare risposte ai quesiti che sono emersi dagli interventi di oggi:

- Perché pagare la ricerca che non si fa?

- Perché pagare il nucleare che non si dismette?

- Perché pagare 150 ML di Euro che vanno a finanziare (come riferito dal Rappresentante dell’Autorità) il bilancio dello Stato?

- Perché pagare tasse su accise e oneri?

La questione, come evidenziato, è a monte e riguarda scelte politiche per  il Sistema elettrico, se è vero che i prezzi riflettono i costi delle Fonti primarie, le tante componenti tariffarie e le rilevanti accise, tassazioni e addizionali.

Manca una visione di ampio respiro, industriale ed ambientale del sistema Paese, condivisa da tutte le Forze politiche.

I Sindacati di categoria, FLAEI e Federazioni di CGIL e UIL, hanno chiesto insieme alle Imprese, con un avviso comune (e sono sempre in attesa di risposta), di istituire presso la Presidenza del Consiglio una Cabina di regia/Osservatorio partecipato dai  Ministeri dell’Ambiente e  dello Sviluppo  Economico, dalle Forze sociali e produttive, dalle Regioni, per affrontare il tema dello sviluppo, dell’innovazione e della programmazione  energetica concertata.

Questo Settore, che contribuisce in maniera sostanziale al benessere del Paese, non può essere frammentato e lasciato in balìa di visioni parziali e di interessi particolari.

Condivido l’idea di finanziare gli investimenti delle infrastrutture energetiche, anche attraverso una rivisitazione del sistema tariffario ed in particolare di alcune sue componenti che non sono più attuali o che sono disallineate rispetto al contesto.

I benefici sarebbero per tutti, non solo in termini di minori costi delle bollette, ma anche rispetto alle questioni ambientali con minori emissioni, per una migliore qualità della vita, unitamente a sviluppo ed occupazione.

Purtroppo, liberalizzazione e mercato non hanno certo prodotto i risultati che erano stati promessi.

Circa le luci e ombre delle tariffe biorarie sono sostanzialmente le stesse delle monorarie.

L’introduzione della tariffa bioraria si muove nella direzione di un utilizzo più efficiente e razionale dell’energia elettrica, introducendo un sistema di penalizzazioni e risparmi che, più che premiare il Consumatore attento e consapevole (pochi euro di risparmio annuo), penalizza gli altri.

Per questo la tariffa bioraria rappresenta una sorta di “sollecitazione” al Consumatore a spostarsi verso il mercato libero, che offre possibilità più ampie di risparmio, rispetto alle tariffe del mercato di maggior tutela.

Comunque, avanzare ora giudizi è prematuro, perché mancano i dati per fare analisi puntuali:  in generale, comunque, a mio avviso, i vantaggi delle biorarie non sono oggi tali da indurre la maggior parte delle Famiglie a modificare le proprie abitudini.

Io auspico un approccio diverso, rilanciando il carattere sociale dell’energia, che deve essere primario rispetto a quello economico.

In questa logica, vanno riviste le accise in bolletta, modificando gli attuali scaglioni, favorendo le Famiglie, i Pensionati e i meno Abbienti.

In conclusione, credo che tutti dobbiamo impegnarci, in base ai ruoli ed alle responsabilità di ognuno, affinché le buone intenzioni, che sono condivise, si tramutino in progetti nell’interesse dei Consumatori e dello sviluppo del Paese.

Quelle che ho rappresentato sono le sintetiche valutazioni che la FLAEI sta portando all’attenzione, aperta come sempre ad approfondimenti e suggerimenti, preoccupata non solo del destino di un Settore che ci vede protagonisti da sessant’anni, ma perché convinta della sua strategicità all’interno del Sistema produttivo italiano; strategicità in grado di determinare il futuro del Paese e la sua capacità di rialzarsi e riprendere un cammino di sviluppo e occupazionale, di progresso e benessere per Cittadini e Lavoratori.