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EXTRA CONVEGNI

Intervento convegno sul Ruolo della Donna di Tiziana Parenti

Non vi è dubbio che ad oggi la donna si sia conquistata con proprio sacrificio e impegno un ruolo di rilevante importanza in molte professioni e attività di ogni genere.

E’ vero tuttavia che ancora con grande difficoltà riesce a raggiungere sia nel settore pubblico che in quello privato ruoli per i quali non ha certo una minore preparazione dei colleghi uomini, così come è vero che la donna a parità di condizioni di lavoro con i colleghi uomini spesso si trova ancora a percepire una paga inferiore, mentre con il pretesto della crisi economica più degli uomini si trova a dovere accettare lavori precari e più dequalificati.

Senza contare che tuttora persistono le discriminazioni nelle assunzioni per il fatto che una donna è o può diventare madre, anche in presenza di una grave carenza di strutture  che le donne lavoratrici possano adire per la cura de figli nell’orario di lavoro.

Eppure nell’attuale tempo della crisi economica molte famiglie riescono a sopravvivere grazie al lavoro della donna, che si deve però dividere tra il lavoro fuori casa e quello in casa per la cura dei figli  e e della famiglia.

Ancora la nostra società e il nostro legislatore ha fatto troppo poco per evitare tali discriminazioni che ledono un principio costituzionale di parità tra i sessi a parità di condizioni, così come ha fatto troppo poco per lo sviluppo della famiglia e della donna al suo interno.

La politica ha ignorato a lungo e continua ad ignorare il grande apporto  che potrebbero portare le donne nell’affrontare numerosi problemi sia nel campo del lavoro che in quello familiare ed educazionale e spesso si comporta come i rotocalchi che sceglie solo le donne giovani e bellocce per attrarre i voti in particolare maschili.

Si è visto nell’ultimo anno in particolare che delle donne si è parlato solo in occasione di omicidi  sempre più efferati e sempre più gratuiti, senza che mai siano state elevate serie e concrete proposte utili a salvare la vita di tante donne da un’aggressione maschile crescente, ma che sembra in fondo condivisa finanche nei sermoni di certi parroci.

Anche in costanza delle prossime elezioni politiche si è parlato poco delle donne e delle proposte per fare fronte ai problemi sempre più cogenti e spesso drammatici del mondo femminile; poche ne sono state candidate e comunque per lo più nell’ottica di un falso ed occasionale egualitarismo,  destinate più  ad essere comparse che non protagoniste.

Mi scuso della sommarietà con cui ho affrontato un così importante argomento che certo merita una maggiore  puntualità e che sia portato avanti con grande determinazione ed auspico che questo incontro possa delineare le prossime proposte che le donne, di qualunque schieramento politico, si impegnino seriamente e concretamente a portare avanti nella prospettiva di una crescita dei diritti e della tutela delle donne.

Ringraziando il Presidente per l’invito, un caro abbraccio a tutte voi.

Tiziana Parenti

 

Disoccupazione giovanile

Mentre il mondo economico finanziario, continuamente scosso dalle vicende della borsa, sembra plaudire alla riduzione dei tassi di interesse messa in atto da Draghi nel suo nuovo ruolo in Bce         (decisione peraltro attesa, poiché preannunciata ancor prima del suo insediamento), nel G20 l’Italia – martirizzata anche dalle alluvioni -  diviene sorvegliata speciale per il risanamento del suo debito pubblico, con problematici riflessi sulle potenziali azioni promotrici di sviluppo, verosimilmente antagoniste del “rigore risanatore”. Nessuno tra gli economisti però sembra osservare che, secondo l’insegnamento di Phillips, è praticamente impossibile avere bassa inflazione - e quindi bassi tassi di interesse - e al tempo stesso bassa disoccupazione. Quindi la decisione di Draghi, sebbene utile a “raffreddare” i problemi finanziari in atto, significa che non ci si può attendere nulla di nuovo sul fronte dell’occupazione in Italia? C’è da domandarsi allora quali potranno essere in concreto le azioni di stimolo allo sviluppo di questo Paese che egli stesso - da Governatore, in Banca d’Italia – sottolineava come indispensabili per uscire dalla crisi, aggiungendo che la generalizzazione del precariato nel mondo del lavoro è ormai divenuta motivo di depressione dell’economia nostrana. Sarebbe veramente significativo,  una volta per tutte, che dalla luce - se di luce si tratta - venisse la luce, per guidarci ad uscire dal buio pantano in cui ci troviamo. Senza voler evocare mondi orwelliani sottesi alla finanza internazionale, è di certo sotto gli occhi di tutti la perdita della sovranità monetaria (stampa e controllo della moneta) da parte degli stati membri dell'UE operata attraverso l'euro, e lo "sfruttamento speculativo" conseguente, che è in pratica il "motore" della crisi in atto. L’attuale situazione occupazionale e sociale italiana non è affatto come negli altri paesi europei! Essa non è più grave, è tragica! Praticamente un giovane su tre non lavora ed un esercito di 1,3 milioni di giovani è privato della dignità che solo il lavoro può dare. Alcuni tra essi hanno smesso di tentare di trovare un’occupazione a causa di un circolo vizioso innescato da insuccesso persistente, avvilimento e scoraggiamento. L’ingrossamento del “serbatoio della manodopera di riserva” operato dalle immigrazioni di massa di diseredati del mondo, che reclamano la loro fetta di pane (e di companatico, pure!!!), ha esercitato una forte  pressione riduttiva dei salari, che incide negativamente sulla domanda globale e quindi sulla produzione e sulla crescita, nonché incide sulle condizioni e qualità di vita della classe meno abbiente della popolazione italiana. Non si tratta più solo di trovare manodopera per lavori che gli italiani non vogliono più fare, si tratta di aver avviato una guerra tra poveri per contendersi salari sull’orlo delle condizioni minime di sussistenza. Ma ciò lo può vedere non certo chi siede su comode poltrone, ma soltanto chi pratica e vive tra la gente comune. Non è passato molto tempo da quando lo stesso Vicario di Cristo in terra ha chiaramente e "simbolicamente" denunciato, ad Ancona, dinanzi ai cassaintegrati: "vi hanno dato pietre invece di pane" segnalando i limiti della politica e reclamando assetti più equi dell’economia e della finanza internazionale. A tutto questo fa da contraltare la grave situazione di un Paese che è costretto ad attuare ripetute manovre di politica economica di aggiustamento per far fronte alla stabilità dei mercati finanziari, che peraltro non producono ricchezza, ma speculano sulle nazioni, forti dell'essenzialità del sistema finanziario, raggiunta grazie all'assetto globale stabilito! Occorre rompere questi assetti di tipo globale? Essi sono forse giunti in modo prematuro ed incontrollato? Forse si; sebbene nessuno abbia una risposta definitiva al riguardo!  Di fatto, qui da noi la disoccupazione e ancor più il precariato stanno incidendo profondamente sulla società e sulla famiglia, sulla loro stabilità e "normalità". Gli odierni movimenti migratori di massa appaiono anche come il risultato inevitabile del fallimento di una politica di "sviluppo per ciascuno a casa propria" e, parallelamente, sempre più ampie fasce della popolazione italiana vengono sospinte al limite della soglia della povertà, in guisa che quella un tempo ritenuta la classe media vada sempre più assottigliandosi, mentre è continuamente sospinta verso il precariato e la povertà.  E tutto ciò accade in un momento in cui il mondo, non solo europeo, chiede rigore a questo Paese, ormai privato di sovranità politica, monetaria, culturale mentre è irriso impunemente da coloro che si considerano “migliori”!

 

Nuova Associazione Politica: Prima Persona

Il 10 novembre 2011 alle 16 e 30, nella sala conferenza in piazza Monte Citorio,123 a Roma si è tenuta l’assemblea di presentazione  di una nuova associazione politica: Prima Persona.

 

 

Su iniziativa di Gianni Pittella, primo vicepresidente del Parlamento europeo,  un gruppo di giovani, intellettuali, studenti, manager, imprenditori, tanta gente comune (le adesioni stanno arrivando numerose) sta dando vita a un nuovo strumento aggregatore di idee e esperienze, di cui il paese e’ ricco in questo momento di risveglio della voglia di cambiare e di mobilitarsi. La finalita’ e’ di favorire la massima partecipazione di ogni singolo cittadino ai meccanismi di formazione delle decisioni. Di fronte alla forza del cambiamento, gli strumenti tradizionali della democrazia rappresentativa vanno ripensati. La partecipazione elettorale, inibita da una legge che espropria anche la possibilita’ di ciascuno di noi di sceglierci i nostri rappresentanti, da sola non è più sufficiente a rinsaldare i legami di rappresentanza, come testimonia la crescita dell’astensionismo. Ampi segmenti della società  sono  sempre più restii a farsi coinvolgere in strutture politiche tradizionali ed esprimono una domanda di partecipazione diretta, come rivelano i risultati degli ultimi referendum. Quest’epoca di cambiamento sta liberando nuove energie.

 

Il sistema dei prezzi dell’energia elettrica La tariffa bioraria: luci ed ombre

Intervento di Carlo De Masi, Segretario Generale FLAEI-CISL

 

Voglio innanzitutto ringraziare gli Amici dell’Associazione Ambiente e Società, ed in particolar modo il Presidente, l’amico Amedeo Scornaienchi, per l’organizzazione di questa importante iniziativa coadiuvata dalla FLAEI – CISL, i Relatori, il Rappresentante dell’Autorità di Settore, quelli delle Aziende, l’Assessore Regionale, nonché tutti i Presenti.

La discussione, di questa sera, relativa al sistema dei prezzi dell’energia elettrica, è riferita ad un tema annoso e complicato, anche se tutti si sono sforzati, nei loro interventi, di semplificarlo.

Il delicato momento che stiamo attraversando, in particolare in Italia, dove la crisi, oltre che incidere pesantemente  su investimenti e occupazione, è difficile da contrastare, in quanto le Imprese e le Famiglie italiane pagano l’energia più cara d’Europa (mediamente 30- 35% in più).

L’Energia elettrica è un bene essenziale, di cui non si può fare a meno.

 

Tariffa Bioraria: il quadro normativo

La Tariffa Bioraria transitoria

A partire dal 1º Luglio 2010, come previsto dall’Autorità per l' Energia Elettrica e il Gas, verranno applicati gradualmente – a tutti i clienti domestici - i “nuovi prezzi biorari” che saranno differenziati in relazione all’orario di utilizzo dell’energia elettrica.

I nuovi prezzi biorari verranno applicati, in modo automatico, a tutti i clienti domestici con contratto di fornitura attivo nel Servizio Maggior Tutela (SMT) e con contatore elettronico in grado di misurare i consumi nelle diverse fasce orarie. L'Autorità per l'energia ha comunque previsto l'obbligo di informare ogni cliente con tre avvisi almeno sei mesi prima dell'applicazione dei “nuovi prezzi biorari”.

 

Lo Scenario Energetico Mondiale

 

 

 

La domanda di energia a livello mondiale è cresciuta costantemente nel tempo, ad eccezione di temporanei rallentamenti verificatisi in corrispondenza di gravi crisi economiche e/o geopolitiche.

La crescita della domanda si è verificata in tutte le regioni del mondo, anche se con velocità diverse, ed è stata storicamente correlata al trend crescente del reddito pro-capite della popolazione mondiale. Nell’ultimo biennio, a conferma che la crisi che stiamo attraversando è di proporzioni superiori alle precedenti (come, ad esempio, gli shock petroliferi e le crisi settoriali innescate da tensioni geopolitiche) abbiamo assistito ad una contrazione dei consumi dovuta soprattutto ad alcune aree del mondo (OCSE).