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Una Corsa per la Vita

Si e' svolta San Vito sullo Ionio la seconda edizione della Corsa per la vita, fortemente voluta e sostenuta dalla nostra Associazione. La manifestazione ha visto una nutrita partecipazione di atleti e di pubblico e si e' svolta lungo le strade della graziosa cittadina. Al temine della gara i vincitori delle tre competizioni in programma sono stati tutti premiati con una coppa messa in palio dalla nostra Associazione. Il nostro ringraziamento va all'UNAAT e alla FLAEI CISL per il loro sostegno. Un ringraziamento particolare all'on. Gianni Pittella, Vice Presidente Vicario del Parlamento Europeo, al Prof. Gerardo Mancuso, Direttore dell'ASP di Catanzaro, all'AIRC per aver concesso il Patrocinio alla Manifestazione. Un sentito ringraziamento al Sindaco di San Vito sullo Ionio, dr. Alessandro Doria che ha ospitato la manifestazione. Un grazie di cuore va alla Prof.ssa Silvana Galipo e a Davide Barillari che hanno promosso e organizzato l'evento. Infine un ringraziamento alla dr.ssa Carmela SCORNAIENCHI per aver rappresentato il nostro Presidente. Visto il successo della manifestazione e in considerazione del nobile scopo umano e sociale, ci auguriamo di poterla sostenere ancora per gli anni a venire.

 

 

 

 


 

Saluto ad UNA CORSA PER LA VITA del presidente del'Associazione Amedeo Scornaienchi

 

A nome dell’Associazione Ambiente e Società, vorrei ringraziare il Comitato Promotore della manifestazione “Una Corsa per la Vita”, che ci ha voluto coinvolgere nell’organizzazione di questo evento. Ringrazio anche l’Unione Nazionale Agriturismo ed il Sindacato Lavoratori Elettrici FLAEI/CISL che hanno voluto anch’essi, su mio invito, organizzare insieme a noi l’evento. Ringrazio, altresì, l’On. Gianni Pittella Vice Presidente Vicario del Parlamento Europeo e l’On. Giacomo Mancini, Assessore al Bilancio della Regione Calabria. Ringrazio il Sindaco di San Vito sullo Ionio Dott. Alessandro Doria, per aver consentito nel Suo Comune lo svolgersi della manifestazione.

Care Amiche e Cari Amici,

La moderna medicina ha rivalutato i legami sottili esistenti tra umore e stato di salute, tra benessere fisico e psichico, tra stimoli e comportamenti, riportando in evidenza l’unicità ed interezza dell’essere umano nelle sue dimensioni fisiche e psichiche in relazione all’ambiente e agli altri esseri che lo circondano. Se al fiore ammalato non basta ogni goccia di linfa che  l’attraversa per nutrirsi, ma richiede la cura e l’attenzione amorosa di chi vuole tenerlo in vita, richiede luce e ombra, caldo e freddo, secondo i cicli vitali che gli sono propri, quanto più dovremmo tenere  conto dell’umana complessità, specie in occasione di stati di malattia? Guardare negli occhi di un malato è lecito solo per squarciare quel velo di tristezza che separa uno stato di malattia da uno stato di salute, per tendergli una mano quasi a dirgli in silenzio : “io sono qui con te, ti sono vicino e non ti lascio vivere da solo nella tua sofferenza, ma voglio impegnarmi per mitigarla cercando di recuperare insieme a te un bene perduto, quand’anche fosse un impegno impossibile senza speranza”!

Evitando di scendere nei sottili discorsi - non solo psicologici - che legano sofferenza e santità, che conferiscono al malato l’impronta del dolente immolato per il riscatto di molti dalla malattia, non possiamo evitare di sottolineare come le relazioni negative verso l’odiato nemico si sciolgono come neve al sole quando irradiate dalla sconfortante notizia della malattia: in quelle occasioni, infatti, siamo  in grado di  riconoscere in lui il fratello, che avremmo dovuto riconoscere da sempre, che ci precede su un ineluttabile cammino che accomuna l’intero genere umano!  E’ per questo che condividiamo questa manifestazione e vi partecipiamo con convinzione, condividendone le finalità.

La via umana è in se stessa una breve corsa, ma la percorriamo nella speranza che non sarà percorsa inutilmente. 

 

Amedeo Scornaienchi

 


 

Saluto ad UNA CORSA PER LA VITA dell' On. Gianni Pittella

 

E’ per me motivo di grande orgoglio poter inviare il mio saluto ai benemeriti organizzatori e ai partecipanti a questa bella iniziativa di sensibilizzazione sociale. La lotta ai tumori e’ una battaglia per la salute e la qualita’ della vita che ci coinvolge tutti e ci deve vedere impegnati ogni giorno con la stessa intensita’ e la stessa determinazione di vincere accanto a chi soffre. E quale occasione di una manifestazione sportiva puo’ richiamare meglio l’attenzione dell’opinione pubblica su questi temi e trasmettere meglio la forza, la determinazione,  l’amore, la solidarieta’, l’ottimismo, la voglia di vivere di cui hanno bisogno coloro che sono investiti, pazienti, famiglie, operatori sanitari e sociali, nella sfida per prevenire e curare queste patologie.

Curare le persone non significa solo guarire il corpo malato, ma promuovere la qualità della vita in ogni fase della malattia. Il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione, si esprime prendendo in carico le persone e le famiglie che convivono a lungo con la sofferenza, per alleviare il dolore e non lasciare nessuno solo, evitando tutte le forme di accanimento terapeutico. Purtroppo siamo ancora indietro. I fondi per la ricerca continuano a subire tagli e  l’Italia resta ancora tra gli ultimi posti in Europa nella diffusione delle terapie contro il dolore. In un periodo in cui la ricerca e’ diventata a quanto pare solo un settore  sul quale realizzare risparmi di bilancio e applicare tagli indiscriminati, il ruolo di sussidiarieta’ finora assolto dall’Unione europea ha acquistato ancor piu’ un’importanza fondamentale per le speranze dei cittadini colpiti. Dobbiamo difendere il servizio sanitario nazionale italiano perche’ è un caposaldo della nostra democrazia ed è la risposta più coerente e economicamente sostenibile alla crescita costante della domanda di salute e assistenza da parte dei cittadini. Ma la situazione della sanità nelle regioni meridionali non è più accettabile. La sfida di una sanità efficiente e di qualità anche in queste regioni deve diventare una “grande questione nazionale”.  Se non ci sarà una svolta, il Mezzogiorno è condannato a restare prigioniero delle sue debolezze strutturali che rendono ancora più facile le infiltrazioni e le connessioni tra sanità e criminalità organizzata. Una svolta che non può prescindere da una forte presa di posizione sulla trasparenza, la professionalità e l’onestà di chi detiene la responsabilità della sanità meridionale, nelle sue diverse funzioni e articolazioni, non dimenticando mai la prima finalita’ e il diritto fondamentale per i quali, politici e operatori sanitari, siamo chiamati ad agire: alleviare le sofferenze delle persone e dare a tutti una speranza di vita, a prescindere dal luogo di residenza e su tutto il territorio nazionale con uguale efficienza e intensita’.

 

Un caro saluto a tutti voi e un forte augurio: insieme si vince!

 

Gianni Pittella